Una filiera del legno sostenibile

Con il nuovo anno vi racconteremo di più del nostro lavoro: svolgiamo attività molto diverse tra loro e alcune sono interessanti perché vanno in direzione dell’economia circolare e sostenibile, come la nostra ricerca sui materiali ecologici, legno e resine.

Solitamente non acquistiamo legno nei canali commerciali, ma più spesso selezioniamo essenze selvatiche nella zona in cui viviamo, o grazie all’aiuto di giardinieri e agricoltori in giro per l’Italia.
Per le essenze esotiche, abbiamo acquistato e attentamente riciclato alcuni stock da artigiani che stavano chiudendo la loro attività.

Boxwood, from an ancient castle garden

Legno sostenibile: la nostra filiera

Oggi vogliamo mostrarvi alcuni luoghi che sono il backstage del nostro lavoro, raccontando le storie delle persone che incontriamo quando lavoriamo col legno e i materiali naturali.
Questo è importante anche per le possibilità di lavorare in attività ecosostenibili e legate all’economia circolare.

Dopo diversi anni in cerca di legni sulle nostre colline e montagne (Appennino tosco-emiliano), crediamo che qui ci sarebbe spazio per incrementare attività locali e sostenibili legate al legno, e quindi alla gestione forestale, mentre ora il settore risulta meno sviluppato rispetto alle potenzialità che avrebbe.

legno massello_grandi alberi_filiera legno

Grandi alberi e legno massello

Negli ultimi 40 anni i falegnami sono passati da lavorare il legno massello ai prodotti multistrato che hanno solo una piccola parte di legno (e spesso sostanze tossiche, come colle e formaldeide). 

Cercando grandi tavole di legno abbiamo trovato due fornitori; due realtà che hanno ancora seghe adatte per tagliare alberi grandi per farne tavole.
Uno di loro lavora ancora come giardiniere, soprattutto per alberi grandi, si sposta tutti i giorni in provincia di Bologna e porta nel suo laboratorio gli alberi che trasforma in tavole. 
Ha un macchinario professionale molto grande per fare le tavole, una sega degli anni Ottanta, un grande capannone e una gru con cui muove i grandi alberi.
Ha circa 70 anni ma sembra una persona giovane, senza età.
Da lui (quando riusciamo a trovarlo, perché è sempre fuori!) incontriamo spesso persone di tutti i tipi, che cercano legno o chiacchierate interessanti.

Qui c’è così tanto legno, legno dappertutto, di diverse essenze: negli ultimi 4-5 anni il mercato è collassato, secondo lui, ora è difficile vendere le tavole e le assi, anche perché negli ultimi anni anche il settore dell’edilizia si è fermato. 

L’altra persona è un vecchio contadino che ha una vecchia sega costruita artigianalmente, usa il trattore per muovere gli alberi e tagliarli nella grande macchina.
I giardinieri erano solito portargli grandi alberi da trasformare in tavole. Sta smettendo l’attività perché ormai è anziano e in pensione, ma anche lui riferisce che negli ultimi anni era sempre più difficile vendere il legno e ottenere buoni prezzi.


Entrambi hanno legni locali che sono molto buoni, forti e belli: cedro, castagno, rovere, ciliegio, pero, carpino, anche il pioppo o l’acacia possono essere utili e belli, a seconda del lavoro.

Poi se si va ai grandi magazzini dedicati agli hobby e la decorazione della casa, di solito multinazionali, si trovano tavole di legno rustico (per lo più pino o abete), provenienti da piantagioni, o si va in pub e ristoranti e il legno rustico è una moda diffusa, legno che spesso viene dall’Africa. 
Negli ultimi anni abbiamo perfino visto un grande cedro e una quercia trasformate in cippato (i chips per il riscaldamento) da un’azienda di manutenzione del verde.

Per quello che vediamo c’è un’opportunità non ancora sviluppata in alcune zone d’Italia, almeno qui da noi, per lavorare con il legno, secondo una gestione sostenibile dei boschi e prendendosi cura del territorio.

Speriamo che qualcuno prenderà il posto di queste persone che conosciamo, ma ovviamente perché questo avvenga ci dovrebbe essere anche un mercato, e ora il settore rivela molte difficoltà, a causa del mercato globale del legno e dei mobili di bassa qualità.

Per questo possiamo aspettare che le istituzioni o il mercato cambino qualcosa, o possiamo essere noi il cambiamento, cominciando ad acquistare legno locale e prodotti artigianali per le nostre case.

local wood supply chain
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